La Stroncatura, dalla Calabria i sapori di una volta

Ho ricevuto in regalo una piccola quantità di questo prodotto una volta casereccio ma mai andato perso. In passato veniva venduto solo in provincia di Reggio Calabria, nella Piana di Gioia Tauro ed ora è reperibile in tutta la regione Calabria. Si tratta della “stroncatura”, tipo di pasta a me sconosciuto fino a poco tempo addietro, prodotto anticamente povero utilizzando la rimanenza di farine diverse e crusca raccolte da terra dopo le operazioni di molitura del grano.

Si presenta come una pasta di frumento integrale molto scura, spessa, ruvida e solitamente viene preparata con pochi ingredienti di tradizione contadina: olio, aglio, alici, peperoncino e mollica di pane (o pan grattato).

In aggiunta si possono utilizzare pomodori secchi e capperi.

Ingredienti per 4 persone:

  • olio EVO q.b.
  • 10/12 alici sott’olio
  • 6 spicchi di aglio
  • g 350 “stroncatura” Calabrese
  • 7 cucchiai di pan grattato
  • g 60 di olive taggiasche denocciolate
  • 1 o 2 peperoncini

Mettere l’acqua per la pasta sul fuoco e quando giunge a temperatura, salarla ed immergere la stroncatura che sarà cotta in 10/12 minuti.

A parte tostare in padella e senza condimento il pan grattato per 5 minuti abbondanti, quindi spostare in un recipiente diverso e lontano dal fuoco. Nella stessa padella fare leggermente soffriggere l’aglio in abbondante olio EVO. Togliere dal fuoco per un attimo e far sciogliere le alici nell’olio senza schiacciarle, rimettere sul fuoco, aggiungere le olive taggiasche e successivamente il pan grattato. La salsa giungerà ad una densità accettabile senza troppi problemi.

Non aggiungere assolutamente sale ma un peperoncino o due (a piacimento), quindi colare la pasta direttamente nella salsa, amalgamare, impiattare e…

BUON APPETITO!

 

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