LA MELA, CONOSCIUTA OPPURE NO?

Chi di voi ama il “frutto del peccato”? Ho sempre apprezzato la mela, non tutti i tipi di mela però, le mele a pasta farinosa non sono mai state tra le mie preferite, pur non avendo una preferenza ben precisa. In questi giorni preparerò di nuovo le mele cotte con la cannella, l’unica preparazione in cui la pasta della mela non è così importante per me (non eccessivamente importante). Nella mia gioventù sono cresciuto con le mele renette, come Popeye con gli spinaci. Perché mio padre ha sempre preferito consumare questa qualità, rispetto ad altre; ancora oggi questa è la sua preferenza, pur non disegnando altre qualità, storcendo il naso. Passati gli anni, ho scoperto le infinite varietà di questo frutto, più o meno antiche (un pó come il riso). Soprattutto molte piccole realtà agricole hanno tirato fuori dal cappello magico, varietà di mele che si credevano perdute. Hanno compiuto un gran lavoro di ripopolamento di queste ultime, portandole di nuovo al commercio. Ovviamente non troveremo mai nulla di particolare nei supermercati, se non in determinate zone del nostro paese e in realtà commerciali abbastanza piccole. Per adesso mi fermo qui, posterò la preparazione di mele e cannella; successivamente si potrà parlare in modo più specifico di ogni varietà. Farò un sondaggio sul grado di interesse di questo argomento.

Attenzione, sicurezza e industria 4.0

Non mi è mai piaciuto raccontare i fatti miei, se ho la febbre, se cambio casa o automobile, cosa mangio in ogni singolo pasto. Questo argomento però mi sta particolarmente a cuore perchè l’ho vissuto sulla pelle e perchè troppo spesso, in un mondo del lavoro in cui sempre di più si parla di “industria 4.0”, ogni cosa va fatta in un certo modo, con criterio e usando la testa. Se si fanno cose senza usare la testa e nel modo sbagliato, si pagano le conseguenze di queste azioni, nella maggioranza dei casi. Tutto ciò che la vita ci propone, a partire dalle decisioni, richiede almeno una giusta valutazione. Per le cose pratiche si parla anche di criterio, che può leggermente variare, in base alla tipologia dell’azione che si sta compiendo; occorre essere sempre coscienti di ciò che si sta facendo. Tutto questo per arrivare ad un mio esempio pratico di qualche giorno fa, un chiaro esempio di azione mal fatta. Mi trovavo a casa, all’ora di pranzo, dopo aver fatto la seconda dose del vaccino anti Covid e ho deciso di preparare un risotto “veloce” (sono subito partito male, veloce!). Arrivando al dunque, non c’è nulla di pericoloso nel cucinare un semplice risotto, a meno ché non si decida di mantecarlo con burro congelato e parmigiano grattugiato (burro congelato!).In questa situazione ho spento il mio cervello ed ho pensato di tagliare il burro congelato con un coltello da cucina a lama curva, senza usare tagliere. Non racconto i particolari ma allego una foto del post accaduto, giusto per far capire che mi è andata molto bene, forse troppo bene.

Ho sfidato la sorte su tre fattori:

  1. coltello a lama curva
  2. burro congelato
  3. NO tagliere

Nel mio caso specifico ho anche messo alla prova la resistenza di una mano infortunata sul lavoro nel 2012 (spero che i fantastici micro-chirurghi che mi seguirono all’epoca non leggano di questa mia imprudenza). Tutto questo per dire che, la poca voglia di pensare, nel mio caso è costata un pomeriggio in pronto soccorso; se riportato nel mondo del lavoro, la modalità del fare in fretta, senza criterio e senza sicurezze, può portare a conseguenze ben più gravi. Non mi stancherò mai di ricordare a chi è paziente nel leggermi, che nel 2021,nel nostro paese (ma non solo), sono ancora troppi gli incidenti sul luogo di lavoro. Parte della responsabilità è nelle mani dei lavoratori stessi, talvolta la troppa sicurezza può essere fatale; molte aziende però non adottano le adeguate precauzioni per mettere in condizioni di sicurezza i propri dipendenti. Ancora più grave è la posizione delle aziende che hanno già vissuto esperienze di incidenti durante le fasi di lavorazione e ciò nonostante, continuano a funzionare in contesti di lavoro pessimi (con guadagno oppure no), senza rispettare le regole (neanche le più importanti), e senza dare il giusto valore alla vita dei propri dipendenti. A favore di questa delicata questione, si spendono molte, troppe parole per istituire regole che non vengono vigilate nell’arco del tempo La vita e la dignità di ogni donna o uomo hanno un valore inestimabile , per nessun motivo dovremmo accettare di azzerare tale valore, per una produzione più voluminosa e a discapito della salute. La salute fisica e mentale, perchè l’una sostiene l’altra.

GRAZIE PER LA LETTURA!

 

I consigli del Tipografo

In cucina il tempo è un fattore molto importante, insieme a tanti altri altrettanto essenziali. Il tempo però entra in gioco quando tutto è già stabilito, almeno nella mente strampalata del cuciniere che deve portare a termine la sua creazione. E per restare in tema di tempistiche risicate, quante volte succede a tutti quanti noi, donne e uomini, che per dovere o per diletto, dobbiamo portare a termine la creazione litigando proprio contro il tempo. Questo succede già dal principio, quando l’idea salta fuori nel nostro cervello, ma tante volte questa idea non quaglia (non va d’accordo 😂) col tempo che abbiamo a disposizione. Datosi che ormai si è in fase di creazione, per quanto mi riguarda, diventa una sfida. Perciò stilo un elenco di piatti alternativi (due o tre), che con quel tempo calzino a pennello.
E questa è la storia del risotto al gorgonzola e zafferano di ieri sera 23 Marzo 2021.

Giro a voi lettori la sua preparazione per due porzioni soddisfacenti:
in un frigo da vuotare, che ci siano g 80 di gorgonzola dolce (se manca, il taleggio è un’ottima variante). Una cipolla bianca oppure due scalogni, un litro e mezzo circa delle verdure fatte bollire la sera prima, g 180/190 di un riso da risotti (chicco lungo A, possibilmente di provenienza Italiana), 6/8 stami di ottimo zafferano non industriale (altrimenti una bustina), vino bianco q.b., due cucchiai di olio extravergine, sale, pepe.
Mettere in caldo il brodo, pelare cipolla o scalogni e tagliare a cubetti o a fette molto sottili. Farne un soffritto in poco olio, aggiungere il riso e farlo tostare. Tagliare a tocchetti il gorgonzola e stemperare lo zafferano in una tazzina da caffè di brodo caldo. Sfumare il riso col vino bianco, quindi portare il riso a cottura con il brodo, mescolando di tanto in tanto. A metà cottura versare nel riso il brodo con lo zafferano, aggiungere sale e pepe. A fine cottura, mantecare a fuoco spento, con il gorgonzola. Servire un riso né asciutto, né liquido e goderne i sapori.

BUON APPETITO!

 

Spaghetti quadri al pomodoro e speck affumicato

Un piatto di pasta non ha mai fatto del male a nessuno, se gustoso, fa bene, fa piacere al corpo e alla mente. Quanti pensieri buoni ci passano per la testa mangiando un ottimo piatto di pasta? Tanti, un numero indefinito (più sensazioni che pensieri). I piaceri della pasta, sembra il titolo di un bel libro, sono infiniti, quanto sono infiniti gli ingredienti che si possono abbinare ad essa.

Quando non c’è tempo per cucinare, si può optare per una normale ma velocissima e super ricca insalatona, un piatto pronto (solo da scaldare), due uova? Affettati o formaggio? Ci sono cento e mille soluzioni e dato che io non ingrasso e non ho più il forno a microonde, ogni tanto, lodi al carboidrato, in salsa veloce, semplice e svuota frigo. In questo caso ho usato un pó di di soffritto misto in un cucchiaio di olio, 60 gr di speck affumicato, mezzo bicchiere di vino rosso, sale, pepe bianco, un bicchiere di passata di pomodoro, un piccolo mazzetto di rosmarino e cottura a fuoco lento per 15/20 minuti. La pasta! Scelta rigorosa, 100 gr di spaghetto quadro, per le proprietà attrattive verso la salsa. Buttato in acqua bollente e seguito in cottura per qualche minuto. Colato direttamente nella salsa, su fiamma lieve e mantecato con l’aggiunta di due o tre cucchiai della sua acqua di cottura. Servito in abbondante razione, lo spaghetto regala lauta soddisfazione visiva e gustativa.

BUON APPETITO!

Grazie a chi mi segue

È passato del tempo, davvero tanto da quando ho deciso di aprire un blog, nell’ormai lontano 2014. In questi anni sono successe molte cose nelle nostre vite, positive e negative. Questo 2020 resterà nella memoria di tutti noi come un capitolo di vita pazzesco, assurdo o addirittura surreale. Ma ora sono qui davanti a questo schermo per un motivo diverso dal solito, preciso e soprattutto molto importante.
Scrivo due righe per ringraziare chi mi regala le soddisfazioni più belle legate a questo blog: comunicazione, rifacimenti di alcune ricette che ho pubblicato, condivisione dei propri risultati e continue domande e richieste.
Tutto questo rappresenta l’essenza di queste mie pagine e fino a quando sarà così io avrò solide motivazioni per andare avanti. Quindi ringrazio tutte le persone che hanno buttato gli occhi (anche per sbaglio) sul mio blog, chi mi ha fatto notare errori di ortografia (mia moglie professoressa ne sa qualcosa), chi mi ha fatto notare piccole dimenticanze e chi ha commentato anche solo vocalmente.
Tutto ciò è un chiaro segnale che, anche se siete pochi, formate una bellissima squadra! Dall’Italia e dall’estero, grazie!
Inoltre ringrazio in modo molto particolare Janet e Barbara, perché oltre a mantenere i contatti assiduamente con me, condividete i rifacimenti di mie ricette o semplicemente, mi mostrate piatti differenti, preparati da voi. I piatti della vostra tradizione! È molto bello questo interscambio di sapori!
Quindi restate, anche se pochi, RESTATE! Per me sarà un enorme piacere continuare a divertirmi, cucinare e scrivere per voi. Il vostro interesse stimola la mia creatività e la mia voglia di fare cose nuove.

Le foto che vedete qui non sono frutto delle mie mani ma una gentile e piacevole condivisione che ho ricevuto, proprio da voi!

Compleanno e cucina

In certi periodi, come a ridosso delle ferie oppure con l’arrivo dei grandi caldi, smetto di pubblicare ricette nuove (non di mangiare ovviamente, questa è una prerogativa assoluta!).
Capitano però occasioni come il compleanno di mio fratello che regalano la possibilità di avere ospiti per cena. Quindi mi attivo qualche giorno prima e penso a cosa poter preparare di veloce e leggero per l’occasione. Decido, con la supervisione di mia moglie, per una salsa al ragù non troppo speziata, per la pasta. In seconda battuta, lo stagionale e piacevole piatto di melone e salumi (con prosciutto crudo di Parma e pancetta coppata). Seconda battuta che, ovviamente, non è stata consumata per la presenza non calcolata di un antipasto leggero ma riempitivo. Patatine di vari tipi (quelle che vanno giù come l’acqua, per intenderci), salame stagionato a fette e uova ripiene.
Si prospettava una buona serata e così è stata! Il ragù per la pasta, che tanto mi ha lasciato perplesso durante la sua preparazione, era forse più buono del solito! Raccomando sempre un soffritto misto (sedano, carote e cipolle), pomodori freschi (quando di stagione) e carne di conosciuta provenienza. Spezie a piacere, come rosmarino, alloro, dragoncello, pepe nero e peperoncino (per gli amanti del piccante). Unica differenza dalle altre volte sta proprio nei pomodori, a volte passati manualmente (con buccia e semi), a volte ho invece utilizzato una passata industriale, per ragioni di tempo. Da poco abbiamo acquistato un fantastico estrattore che elimina buccia e semi da gran parte della verdura. Questo è stato l’asso nella manica e la fonte delle mie preoccupazioni dato che la passata con estrattore si presenta più liquida di quella industriale. Basta avere pazienza e aumentare i tempi di cottura della salsa, a fuoco lento. Ma ora non ricordo se ho cominciato a scrivere per la ricetta del ragù o per la cena coi due ospiti. Sta di fatto che ho cucinato un mix di parole che, con un attimo di pazienza scivoleranno via alla lettura. Mi dispiace sopprimere i pensieri quando ci sono qualcuno dice che andrebbero scritti anche sui muri. Beh, non mi sembra il caso dato che le scrivo sui miei muri virtuali, quelli che non sono più quelli di una volta!
Alla veloce, su richiesta da ignoti, la ricetta del ragù sopra nominato.

Ingredienti per 4 persone:

  • g 250 di carne trita di vitello
  • soffritto misto (sedano, carote e cipolle)
  • vino rosso (due bicchieri)
  • g 400 di pomodori cuore di bue (rigorosamente passati all’estratto, se possibile)
  • sale
  • pepe nero
  • Olio di oliva due cucchiai
  • due rametti di rosmarino 
  • 3 o 4 foglie di alloro
  • dragoncello
  • un cucchiaio di zucchero

Pelare i pomodori, tagliarli a pezzi e passarli all’estrattore (se possibile), in caso contrario passarli in un normale passa-verdure. Preparare un soffritto misto in olio di oliva e a fuoco lento, aggiungere la carne trita (passandola al coltello se fa piacere), lasciar prendere colore mescolando di tanto in tanto. Sfumare con il vino rosso e aggiungere i rametti di rosmarino e le foglie di alloro. Quando il vino è asciugato, aggiungere i pomodori passati, il dragoncello e lasciare cuocere a fuoco lento per circa 40 minuti. Aggiungere il cucchiaio di zucchero per abbassare l’acidità dei pomodori, il sale e il pepe nero. Portare a cottura raggiungendo la densità desiderata. Condire la pasta e… 

                                         BUON APPETITO!                                                                                                            

La cucina e il gatto

La cucina nuova è arrivata, proprio in tempo per accogliere Covid19… Bastardo virus che ci hai sconquassato le vite (parlo per me, che fortunatamente non ho ancora incontrato Covid19 personalmente). In questo periodo, tanto oscuro, quanto surreale della nostra esistenza sulla terra, trovo difficile chiudere porte e finestre al mondo, per tuffarmi nella cucina con piacere.
Tantomeno spammare frasi, buoniste e pensieri positivi cool in tutti i social network. È sopraggiunta una coltre di tristezza che mi porta a fare tutto, meno che condividere vignette scherzose sul Covid19, giusto per farsi una risata. Perché alla faccia della mia risata, c’è gente che rischia la vita per salvaguardare quella altrui, e c’è chi la vita l’ha persa in pochi giorni. Quindi no, non voglio ridere o cantare fuori dal balcone o postare selfie su instagram. Preferisco vivere questo velo di tristezza sperando che passi velocemente e consapevole che la vita, dopo, cambierà per tutti. Dovrà esserci una consapevolezza diversa rispetto a prima. Quindi ci godiamo la nostra cucina nuova in sordina, mah… C’è un mah!

Il gatto grigio, Mew, lui sì che si gode la nuova cucina! Su questo mi piace ridere invece, sul gatto strano che ha invaso la nostra casa perché probabilmente, dove viveva prima, non si sentiva a suo agio. Un pó “squilibrato” al suo arrivo, si è adattato più o meno, come tutti i gatti, al nostro stile di vita. È diventato padrone tanto quanto gli altri due! Quindi benvenuta cucina, tante nuove ricette prepareremo insieme, con felicità e, ovviamente, in semplicità come sempre. Ci regaleremo molto presto nuovi, bellissimi momenti conviviali con parenti e amici. Un futuro che estendo con tutto me stesso a tutti coloro che stanno soffrendo questa brutta situazione di questi mesi.

BUONA VITA!

Intervista per Caterina di “iltuoannozero.com”

Nella vita può capitare di inciampare su gradini inaspettati, quando e se questo succede bisogna essere preparati, perché non tutti i gradini sono alti uguali e non sempre si mantiene l’equilibrio.

La mia esperienza di vita mi porta spesso a rinvangare il passato per sminuire problemi quotidiani, paragonandoli a situazioni vissute e superate. Un passato non più recente ma neanche troppo lontano per essere totalmente cancellato dalla mia memoria e da chi ha vissuto “la mia storia” insieme a me, donandomi forza e conforto per giungere al finale positivo che è stato.

Oggi, a distanza di sette anni dall’ evento che tanti conoscono, ho incontrato le pagine del blog “IL TUO ANNO ZERO“, di Caterina Centenari, pagine dove si legge di positività. Caterina si è scrollata di dosso i problemi che l’hanno portata al suo “ANNO ZERO”, fatta mente locale sulla sua qualità della vita, ha trovato le soluzioni giuste per ritrovare la serenità. Successivamente ha fatto in modo, attraverso le pagine ed i contenuti del suo blog, di donare spunti a chi, come me e tante altre persone, ha raggiunto il suo “ANNO ZERO”. Il momento della rinascita e della ripartenza.

 

Caterina mi ha proposto una interessante e motivante intervista per raccontare la mia storia, il mio “ANNO ZERO”. Ne abbiamo parlato, ci abbiamo lavorato ed ecco qui il risultato, per me positivo e gratificante.

Il link alla mia intervista lo troverete qui: “IL TUO ANNO ZERO

Potete leggere gli interessanti contenuti e le altre interviste di Caterina su “IL TUO ANNO ZERO“, trovate il link di riferimento sulle pagine del mio blog.

Oppure seguite le novità dalla sua pagina facebook al link seguente: “IL TUO ANNO ZERO

BUONA LETTURA!

Strizzando l’occhio alla salute

Buongiorno a tutti, cari amici, parenti, lettori e visitatori. Come avete potuto constatare sono stato obbligato ad una pausa forzata dal blog (ma non solo). A dirla tutta è stata una lontananza forzata di circa un mese da tutto ciò che è la normalità: moglie, casa, lavoro, quotidianità, ecc. Era però tutto programmato, questione di tempo, mi sono sottoposto ad un intervento di plastica di valvola mitrale e tricuspide. Intervento quindi di RIPARAZIONE cardiaca conseguenza di un SOFFIO AL CUORE peggiorato nell’arco di 10/12 anni, ma sempre tenuto sotto controllo. Fortunatamente un bel giorno del 2012 ho deciso di smettere di fumare ed in un certo senso è stata la mia salvezza. Pochi mesi dopo ho subito un incidente sul lavoro che mi è costato 6 interventi chirurgici che, DA FUMATORE, non avrebbero raggiunto i risultati positivi acquisiti e probabilmente il blog neppure esisterebbe. Questi due eventi mi hanno dato molto da pensare, soprattutto l’intervento al cuore. Scrivo queste mie parole non per pubblicizzare le mie sventure ma per SPONSORIZZARE uno stile di vita sano e la PREVENZIONE. Qualche esame periodico ma mirato non ha mai ucciso nessuno, ANZI!!! Allontanarmi dalla nicotina, seguire una alimentazione equilibrata (posso fare di meglio) e le uscite all’aria aperta sono stati fattori di un valore aggiunto per me. Ultimamente mi ero di nuovo avvicinato allo sport, qualunque esso sia, è meglio che vivere casa-lavoro e lavoro-casa. Non sono un nutrizionista ma le basi per una dieta sana e variegata sono abbastanza semplici se non si hanno allergie o patologie dell’alimentazione che rendono la vita difficile. Permettetemi di dirlo questa unica volta, “uno stile di vita sano è il valore aggiunto per una vita migliore”, in tutti i sensi. Tra poco tornerò a casa e tra un esercizio di riabilitazione e l’altro, ricomincerò a fare ciò che mi piace di più. CUCINARE…

PER ORA, BUONA VITA!

Bagna Cauda Day 2018…

 

Prendersi cura del corpo e dell’anima con cultura, bagna cauda, buon vino e ottima compagnia è stato il toccasana di questo fine settimana di fine Novembre (24 e 25). La manifestazione enogastronomica vanta un numero di “bagnacaudisti” che si aggira intorno alle 15000 unità per 150 ristoranti aderenti.
I partecipanti potranno apprezzare ogni edizione a prezzi (modici) concordati e chiari che comprendono tutte le portate, vini esclusi. Non è previsto ad esempio il “coperto” nonostante il servizio ai tavoli. Grazie in primis a Dario che ha organizzato l’uscita, a mia moglie Beatrice, a Marta ed Alessandra che hanno completato l’esperienza rendendola molto piacevole.
Tirando le somme il “Bagna Cauda Day” direi che è stato un successo.
Organizzato alla perfezione da Dario, partenza al volo dopo il lavoro ed arrivo entro le ore 20 presso Albergo Etico a due passi dal centro di Asti, immersi nel Monferrato. Accoglienza di base e registrazione veloce ci consentono di lasciare i pochi bagagli in camera e di raggiungere le “Antiche Cantine di Palazzo Ramelli” dove lo staff del “Mercato Sessantasei” ha gestito in maniera impeccabile il catering della cena. Ovviamente è d’obbligo ricordare che questa struttura viene aperta al pubblico esclusivamente in rare occasioni (come questa). È bene approfittare di tali possibilità di visita. Il nostro “Bagna Cauda Day” è cominciato all’insegna della convivialità, in una suggestiva location che ha ospitato circa cinquanta persone a sedere. Il tutto accompagnato dall’aroma ed il calore di un ottimo Barbera riserva annata 2014.
Tutti i vini sono stati gentilmente forniti da Bersano vini di Nizza Monferrato. Ricordo che la cena consiste in Bagna Cauda a volontà (con e senza aglio), verdura cruda e cotta adeguatamente affettata, acqua, vino, pane. Chiusura, come vuole la tradizione, con Bagna Cauda e uovo, bunet.
Unica pecca della giornata è stata la leggera pioggia che ci ha fatto compagnia fin dal primo pomeriggio. Gadget offerti per l’occasione: l’originale bavaglio “Bagna Cauda Day” e i “kit anti aglio” composti da Mole cola, dentifricio delle 7 erbe, caramelle alla menta, digestivo e grappa (per chi non ama la grappa versione senza grappa). Per finire, portachiavi, pelouches e para spifferi. Tutto rigorosamente a forma di acciuga. Serata conclusa in un bar del centro di Asti, chi per bere una tisana, chi nel mio caso, un calice di Brachetto e chi, Dario, il “Barolo chinato”. Priorità di assaggio alla prossima occasione.

Ritorno in albergo per trascorrere una notte in tranquillità. Colazione la mattina di Sabato 25 servita dai ragazzi del “progetto download” fino alle 10,30 e spostamento in centro per visitare “Colore e Magia” di Chagall presso Palazzo Mazzetti. Tanta magia nelle tracce degli acquaforte ma poco colore. Per chi apprezza lo stile sono presenti vari pezzi piacevolmente interessanti ma forse un poco alto il costo del biglietto di ingresso.
Aperitivo in comodità e pranzo presso l’osteria “Taca Banda”, ristorazione tipica Piemontese ed a stretto contatto con l’associazione Albergo Etico ed i suoi ragazzi.
Carta dei vini ben fornita e menù completo con variazioni stagionali che strizza l’occhio alle portate a base di carne Piemontese. Non ci resta quindi che attendere la prossima edizione del “Bagna Cauda Day” che promette ancor più partecipazione!!!

2018, VACANZE MAGRE? ANCHE NO!

Questo è stato un anno particolare e lavorativamente pesante per me e mia moglie, avremmo entrambi desiderato almeno due settimane fuori porta ma per vari motivi non abbiamo potuto fare ciò che avevamo in mente (complice il meteo).
Si è scoperta una zona montana a noi fino ad ora sconosciuta, in due giorni soli però ci siamo riproposti di tornare a scoprire parte di tutto un ambiente montano estremamente diverso da quello che fino ad ora conoscevamo. Mi riferisco alle Alpi cuneesi, con più precisione alla Val Maira. Fondo valle interminabile, lunghissimo, neve e ghiacciai praticamente inesistenti. Bellissimi e caratteristici paesini Occitani piacevoli da visitare, Dronero, Acceglio, San Damiano Macra, Macra e tante altre comunità che hanno vissuto la Seconda Guerra Mondiale in prima linea. Tanti reperti della guerra si possono infatti incrociare lungo gli svariati percorsi dei tantissimi sentieri da intraprendere partendo da queste zone…

Attrazione interessante, simpatica da vedere è il parco dei “Ciciu” situato a Villar San Costanzo, con possibilità di due diversi percorsi di visita (diversificati dalla lunghezza dei percorsi stessi).


E che dire dell’ospitalità  delle persone incontrate? (Anche in Valle d’Aosta ovviamente, ma non mi perdo tra le righe facendo nomi e cognomi). Cordialità , ospitalità  e gentilezza sono fattori che bisogna saper apprezzare quando si viaggia a mio avviso ed in questi casi non si può che tornare a casa con la consapevolezza che di brava gente ancora ce n’è in giro. In Val Maira abbiamo potuto apprezzare anche l’ottima cucina tipica Piemontese presso “Locanda Occitana Ca’ Bianca”, ristorante con camere situato in Strada Luisa Paulin, 53 a Roccabruna (CN) TOTALMENTE a gestione familiare.

Cucina tipica, semplice e molto ben curata. Menù a prezzo fisso a pranzo, menù alla carta credo sempre a disposizione, ottima carta di vini Piemontesi, pasta e dolci fatti in casa in modo esemplare.

Per i camminatori, su richiesta non si negano informazioni su cosa di bello si può visitare durante il soggiorno in zona. 

Quindi, in questo 2018 vacanze corte ma decisamente ricche di soddisfazioni e di bellissimi luoghi da tornare a scoprire!!!

BUONA LETTURA!

 

 

 

 

 

 

La panchina di Piazza Morbegno (MI)

In giro per Milano questo Martedì mattina di Marzo, accompagno la moglie a svolgere i suoi compiti lavorativi e mi siedo su di una panchina in Piazza Morbegno. Da tempo non ho occasione di trascorrere qualche oretta in tutta tranquillità per le strade di una città che non è la mia e lontano dall’ambiente lavorativo, ma soprattutto da troppo tempo non ho l’opportunità come oggi di comunicare con le persone.

Si parla di lavoro, di politica (quale politica?), di cibo, del mio blog e di tanto altro. Devo dire che oggi ho avuto un bellissimo rapporto con i Milanesi che ho incontrato, con me stesso e con Milano. In questo periodo storico carico di indifferenza nei rapporti interpersonali e pregno di Facebook ed Instagram (non che io non ne faccia uso…), mi sento in dovere di scrivere due righe a favore della speranza di momenti migliori e per ricordare a me stesso,
rileggendo ogni tanto queste poche righe, che basta davvero poco per apprezzare di più ciò checi circonda. Anche nei sempre più numerosi momenti NO che la vita ci regala…

 

Considerazioni personali…

Anno 2012…

Osservare questa fotografia saltata fuori dopo anni e risalente a Luglio 2012 circa, poco prima che un incidente sul lavoro “agitasse” la mia vita e quella dei miei familiari, fa ancora effetto. Non ci si può d’altro canto fare condizionare l’esistenza per “colpa” di un singolo evento. Mi fa male piuttosto apprendere che già all’inizio del 2018 nuove vittime vengono aggiunte all’albo delle morti per incidente sul lavoro, ed essendoci passato…

Comprendere è dura, un paese civilizzato esige regole in tutti i settori che consentono ai suoi abitanti di fare passi avanti ogni giorno verso un futuro migliore, più sano, che strizza l’occhio al progresso.

FANTASCIENZA!

Le Radio ed i Media pubblicizzano all’inverosimile un sistema aziendale 4.0 (con giusta ragione) senza quasi mai tener conto delle piccole e medie imprese o degli artigiani che ancora oggi lavorano in condizioni a dir poco, PENOSE! Tante pretese nei confronti dei dipendenti, sistema di controllo-sicurezza da parte delle istituzioni preposte quasi inesistente e modalità di lavoro al di fuori di ogni regola.

FINO A QUANDO SUCCEDE L’INASPETTATO!

Provo ribrezzo per tutto ciò che NON succede DOPO, da un lato vengono preservati vari posti di lavoro (anch’essi a rischio sicurezza), dall’altro non vengono presi alcuni provvedimenti e le morti bianche aumentano ogni giorno. Io non ho perso la vita e non saranno certamente queste mie parole a far cambiare le cose, ma sarebbe ora che nel proprio paese, lavorando, SI SMETTA DI MORIRE!

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